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  • Immagine del redattoreDamiano Furlan

Lo scorpione di Besano - Protobuthus ziliolii

L'origine degli scorpioni si perde fra le pieghe del tempo

Fra gli esseri viventi più affascinanti del regno animale ci sono, senza dubbio alcuno, gli scorpioni, un ordine di artropodi appartenente alla classe degli Aracnidi.

Armati fino ai cheliceri, questi animali esistono da centinaia di milioni di anni, riuscendo ad essere fra i primi esseri viventi a colonizzare proficuamente le terre emerse, al tempo in gran parte prive di vita.


Il luogo del ritrovamento

L'attenzione, però, in questo caso non ricade sugli scorpioni in generale, bensì su un esemplare in particolare che è stato portato alla luce soltanto di recente.

L'esemplare in questione è stato rinvenuto in Italia, in particolar modo in Lombardia, nel giacimento di Besano-Monte San Giorgio, ai confini con la Svizzera, luogo divenuto patrimonio dell'UNESCO, noto già da lungo tempo per i numerosissimi resti fossili rinvenuti in esso.


Crediti Immagine: Il sito UNESCO di Monte San Giorgio, da cui proviene lo scorpione fossile, si trova fra Lombardia e Canton Ticino ed è protetto da entrambe le parti, proprio per tutelare un patrimonio paleontologico che è unico al mondo. Disegno di Gabriele Bindellini.


La scoperta

La scoperta in questione risulta essere di particolare importanza, dal momento che consiste nel più antico resto fossile di uno scorpione rinvenuto in Italia (nonché una riconferma dell'eccezionalità del giacimento in questione).

La sua unicità è inoltre legata al periodo in cui questo animale visse, datata infatti a circa 240 milioni di anni fa (nel Mesozoico, in particolar modo nel periodo Triassico).


Crediti immagine: Ecco la nuova specie di scorpione fossile: Protobuthus ziliolii che ha ben 240 milioni di anni! È il più antico scorpione trovato in Italia. Foto e disegno di Gabriele Bindellini & Marco Viaretti, © Museo di Storia Naturale di Milano.


Le dimensioni

Il corpo dello scorpione possiede, come da immagine, conservate e riconoscibili le sue strutture principali: occhi, chele, zampe e aculeo (telson).

Tuttavia il reperto risulta essere molto piccolo, appena 4,4 cm di lunghezza (per fare un paragone, uno degli scorpioni odierni più grandi al mondo è Pandinus imperator, noto come scorpione imperatore, capace di raggiungere i 20 cm di lunghezza).

Le analisi del resto fossile in questione hanno evidenziato che si tratta dello scorpione in "carne e ossa", dunque non soltanto della exuvia (ovvero l'esoscheletro che l'animale rilascia nel momento della muta al fine di potersi accrescere).


Protobuthus ziliolii

Lo studio di questo esemplare è stato svolto da  Cristiano Dal Sasso (paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, con il ruolo di coordinatore), Marco Viaretti e Gabriele Bindellini (ricercatori afferenti al Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” dell’Università di Milano).

Il nome di questa nuova specie, tuttavia, venne dedicata a Michele Zilioli (da cui il nome), il quale ha analizzato al microscopio elettronico il reperto in questione.


Crediti Immagine: Ricostruzione di Protobuthus ziliolii, realizzata da Gabriele Bindellini.


Fonti:




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