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  • Immagine del redattoreDamiano Furlan

Non si butta via niente - I coproliti

Aggiornamento: 8 lug

Nel mondo esistono molte tipologie di fossili, dalle impronte lasciate sul terreno dai grandi sauropodi fino ad arrivare agli scheletri veri e propri dei vertebrati. Esiste però una tipologia poco nota di questi reperti, forse un po' sminuita a causa di ciò che effettivamente rappresenta: sterco.


Ebbene si...


Esiste una categoria di fossili che comprende i resti fossilizzati di escrementi di animali vissuti in passato, i quali vengono chiamati coproliti. A discapito di ciò che si potrebbe pensare, questa tipologia di reperti è in realtà estremamente importante per poter comprendere aspetti poco noti degli animali del passato.


Un po' di storia

Fig. 1.1

Un ruolo centrale nella comprensione di questi reperti è stato ricoperto da due esponenti molto noti nel mondo paleontologico: Mary Anning e William Buckland.

Mary Anning, famosa nel mondo per essere un'abile cercatrice di fossili, notò che in alcuni reperti da lei raccolti, si potevano notare piccoli resti di animali, come squame o denti. A seguito di queste osservazioni, il testimone venne passato al paleontologo britannico William Buckland, il quale confermò l'ipotesi circa l'effettiva natura di questi reperti: si trattava di feci fossilizzate di animali preistorici.

Quest'ultimo, inoltre, coniò, nel 1829, il termine "coprolite", derivante dalla fusione di "kopros": sterco e "lithos": pietra, letteralmente quindi "sterco di pietra".


Fig. 1.1: Ritratto di Mary Anning (foto a sinistra); fotografia di William Buckland (foto a destra) - Wikipedia


Oltre le apparenze

Fig. 1.2

A discapito di ciò che si potrebbe pensare, questa tipologia di reperti è in realtà estremamente importante per poter comprendere aspetti poco noti degli animali del passato.

Analizzando un coprolite è possibile risalire a innumerevoli informazioni circa l'animale che li ha prodotti, ma non solo, anche la composizione stessa dell'habitat in cui quest'ultimo viveva.

Le informazioni che si possono ricavare sono ad esempio: se l'animale che le ha prodotte fosse carnivoro o erbivoro (a seconda della forma e del contenuto rinvenuti al suo interno: frammenti di ossa o denti nel caso dei carnivori, semi o altra materia vegetale nel caso di erbivori), di conseguenza la dieta stessa dell'animale a cui appartenevano.


Fig. 1.2: La fotografia in questione raffigura in coprolite di un dinosauro carnivoro rinvenuto nella contea di Harding, Dakota del sud, Stati Uniti - Crediti: Poozeum (CC BY-SA 4.0) Wikipedia - Background removed.


Non solo paleontologia...

Fig. 1.3

Questi tipi di reperti sono molto importanti, non solo per la paleontologia, ma anche per l'archeologia, sono stati trovati infatti alcuni resti di feci fossilizzate riconducibili a uomini primitivi, le quali, una volta analizzate e datate, possono rivelare nuove ed importanti informazioni circa la dieta dei nostri lontani antenati.


Fig. 1.3: Coprolite rinvenuto nella Carolina del Sud, negli Stati Uniti - Crediti: Poozeum (CC BY-SA 4.0) Wikipedia - Background removed.


Fonti:

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