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  • Immagine del redattoreDamiano Furlan

Un timore bestia - Timorebestia koprii

Il bello della paleontologia è che basta anche solo la scoperta di un reperto fossile per sovvertire completamente la visione che si ha di un periodo geologico, di una determinata catena alimentare o dell'evoluzione stessa delle specie viventi.

Un gruppo di ricercatori dell'università di Bristol e del KOPRI, ha descritto ad inizio del 2024 su Science Advances (noto sito di pubblicazioni scientifiche), una nuova specie di predatore rimasta fino ad oggi sconosciuta.


Il luogo del ritrovamento

I resti di questa specie sono stati rinvenuti nella Groenlandia settentrionale, in particolar modo nel konservat-Lagerstätte di Sirius Passet, giacimento fossilifero noto in tutto il mondo per le innumerevoli specie del periodo Cambriano ritrovate nelle sue rocce.

Datato a circa 518 - 520 milioni di anni fa, Timorebestia koprii, noto come "bestia del terrore" sarebbe stato il re dei mari...


Ricostruzione paleoartistica di Timorebestia koprii - Crediti: Bob Nicholls / @BobNichollsArt

Un predatore efferato

Vicino alla vetta della catena alimentare del tempo, equivalente agli squali odierni, sarebbe stato uno dei primi grandi predatori dei mari.

Lo confermerebbero alcuni resti di Isoxys (ovvero un artropode marino estinto diffuso nel Cambriano) trovati nell'apparato digerente di T. koprii.


Fig. 1.1: Ricostruzione artistica di Isoxys - Crediti: Holly Sullivan - CC BY 4.0 (Wikipedia)


Fig. 1.2

L'analisi di alcuni dei 13 resti fossili ad oggi associati a questa nuova specie, mediante particolari strumentazioni, ha permesso di scovare caratteristiche anatomiche peculiari, come sistemi muscolari e i raggi delle pinne.


Gli esemplari di T. koprii hanno mostrato una lunghezza variabile dai 20 fino a 30 centimetri (qualora si contassero anche le antenne, lunghe fino ad un terzo del corpo), rendendoli dei veri e propri "giganti" del loro tempo.


La parentela

L'analisi anatomica di questi esseri ha permesso agli studiosi di classificarli come lontani antenati di animali presenti ancora oggi nei mari, ovvero i chetognati (Phylum Chaetognatha, comunemente noti

come "vermi freccia").

Fig. 1.3

La storia evolutiva di questi animali si perde nel tempo, dal momento che, in seguito all'essersi originati ancora nel lontano Cambriano (più di 500 milioni di anni fa), i chetognati sono presenti tutt'oggi, sebbene con ruoli ecologici e dimensioni diversi.


Muniti di strutture mascellari interne alla testa, questi esseri sarebbero stati i dominatori dei mari ancor prima che i grandi artropodi prendessero il sopravvento.



Fig. 1.2: L'esemplare più grande di T. koprii - Crediti: Dr. Jakob Vinther

Fig. 1.3: Mappa della spettrometria a raggi X e disegno interpretativo - Crediti: Dr. Jakob Vinther


Il nome... Tutto un programma

Il nome che i ricercatori hanno assegnato a questa specie potrebbe sembrare, specie per noi italiani, un po' simpatico: Timorebestia koprii.

Il nome del genere "Timorebestia" deriva dalla fusione delle parole latine "Timor": paura/terrore, e "bestia".

L'epiteto specifico "koprii", deriva invece dal Korea Polar Research Institute (KOPRI) il quale ha contribuito molto alle spedizioni sul campo.


Fonti:

Science Advances (Pubblicazione scientifica)

University of Bristol (Comunicato stampa)


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