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  • Immagine del redattoreDamiano Furlan

Vita da fondale - Il segreto delle sogliole (e non solo)

L’essere umano, nel corso della sua storia evolutiva, ha classificato, semplicisticamente parlando, le specie animali in “non commestibili” e “commestibili”. Il problema di questa classificazione è che, le specie che ricadono in quest’ultima categoria, divengono famose soltanto per le loro caratteristiche organolettiche, dimenticandoci, dunque, che anche loro hanno avuto una storia evolutiva particolare, nonché caratteristiche morfologiche ed etologiche specifiche di quell’animale, evolutesi in milioni di anni.


Un caso emblematico è senza dubbio alcuno quello della sogliola, che è, per altro, il personaggio principe di questo articolo.


È difficile non conoscerle, o non averle mai mangiate, ma siamo sicuri di conoscerle davvero?


Vita da fondale

L’immagine che abbiamo stampata in mente di questi animali è una: dei pesci particolarmente piatti che amano vivere sui fondali marini (caratteristica che li rende dunque bentonici), caratterizzati da una spiccata capacità di mimetizzarsi e da un aspetto, quando ancora vive, del tutto insolito.

A vedersi, infatti, le sogliole presentano un aspetto del tutto particolare, nello specifico nella parte che corrisponde alla testa: sembrano essere asimmetriche, deformate…


Fig. 1.1: esemplare di Pegusa lascaris - Crediti: © Hans Hillewaert (CC BY-SA 4.0) Wikipedia - Background removed


Un'insolita evoluzione

Ebbene, il motivo di questa sua particolare morfologia è da ricercarsi nelle prime fasi della vita di quest'ultima, nonché in un processo evolutivo tutto particolare.

Le sogliole, infatti, una volta nate, rientrano in tutto e per tutto nell’immagine stereotipata che abbiamo dei pesci, tuttavia, ad un certo punto della loro vita, avviene un cambiamento radicale...

Il colore del lato su cui si poggerà al fondale si sbiadirà, mentre l'altro assumerà il colore del fondale marino, caratteristica indispensabile alla mimetizzazione.


Cambiamento in corso d'opera

Tuttavia, la modificazione più interessante, nonché la più impattante anche a livello visivo, è quella che subirà la testa: l'occhio presente sul lato che fungerà da base, dal momento che non avrà più utilità, si sposterà dall'altra parte, finendo per arrivare vicino a quello già presente, caratteristica che modificherà la morfologia dell'intera testa, bocca compresa.


L'ordine piatto

Questa caratteristica così peculiare, tuttavia, non è esclusiva soltanto delle sogliole, bensì dell'intero ordine dei Pleuronectiformes (in italiano Pleuronettiformi), a cui appartengono, ad esempio, molti altri pesci che molto probabilmente conoscerete già: Scophthalmus rhombus (rombo liscio), Limanda limanda (limanda), Platichthys flesus (passera o pianuzza) e tanti altri ancora.

Gli animali appartenenti a tale ordine, infatti, sono noti comunemente come "pesci piatti" (flatfish in inglese).


L'unicità è ovunque

Molto spesso siamo portati a pensare che le specie veramente degne di nota, per le loro

caratteristiche morfologiche o etologiche, siano solo quelle che vediamo nei documentari. Tuttavia, molto spesso, capita che siano proprio gli animali con cui abbiamo più a che fare, che magari finiscono nei nostri piatti, che siano invero, i più affascinanti.


Ogni animale (ma anche pianta, o in generale qualsiasi forma di vita) possiede una storia evolutiva tutta particolare, sviluppatasi nel corso di milioni di anni di storia, è dunque importante dare rilevanza e cura ad ogni specie presente nel nostro pianeta, perché ogni specie, invero, è davvero Unica.


Fig. 1.2: raffigurazione artistica di Scophthalmus rhombus (rombo liscio) - Crediti: MacGillivray (wikipedia) - Background removed

Fig. 1.3: esemplare di Limanda limanda (limanda) - Crediti: © Hans Hillewaert (CC BY-SA 4.0) Wikipedia - Background removed

Fig. 1.4: esemplare di Platichthys flesus (passera o pianuzza) - Crediti: © Hans Hillewaert (CC BY-SA 4.0) Wikipedia - Background removed


Fonti:

Il taccuino delle metamorfosi (libro) - Pagine 71 - 73



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