Il ceratopside nuotatore coreano - Koreaceratops hwaseongensis

Ogni stato, tanto o poco che sia, possiede al suo interno un bagaglio storico e culturale unico nel suo genere. Molto spesso gli aspetti culturali di quest'ultimo che risaltano di più nella nostra società sono quello di natura più che altro umana: resti di antiche fortezze, opere d'arte, maestose statue o templi: elementi senza ombra di dubbio importanti, indispensabili per comprendere le radici profonde di ogni luogo, tuttavia, molto spesso, la cultura storica intesa in senso naturalistico/geologico non ha lo stesso impatto nelle persone, vuoi per un discorso di interesse, vuoi perché molto spesso non c'è semplicemente nessuno che si prodighi nel farle conoscere.
Se il patrimonio paleontologico italiano risulta in gran parte ancora sconosciuto ai più, figuriamoci quello della Corea del Sud, nazione che apprezzo e che mi appassiona moltissimo, ma per cui sono ben conscio non esista grande approfondimento, specie nel nostro paese.
Continuiamo dunque il nostro percorso alla scoperta di una nuova specie di dinosauro vissuta ancora milioni di anni fa nella Penisola Coreana!
Lasciate che vi presenti Koreaceratops hwaseongensis!
Inquadramento temporale

I resti fossili di Koreaceratops sono stati scoperti in rocce datate ancora al lontano Cretacico, il medesimo periodo, dunque, in cui visse Koreanosaurus (argomento già trattato qui su Roots of Existence), anche se quest'ultimo risulta più recente di diversi milioni di anni: Koreanosaurus visse intorno a 81 milioni di anni fa (Campaniano: 83,6-72,1 milioni di anni fa), mentre Koreaceratops intorno a 103 milioni di anni fa, dunque durante l'Albiano (113- 100,5 milioni di anni fa circa).
Il Cretacico è uno dei periodi geologici più famosi in assoluto, grazie sia alla fauna che vi prosperava, vantando fra i dinosauri più famosi in assoluto, sia per l'estinzione di massa di fine periodo, capace di spazzare via per sempre i dinosauri non aviani.
Da un punto di vista ambientale, questa fase risultava, in media, più calda rispetto alla Terra dell'Olocene, dunque odierna, tuttavia nell'intervallo Aptiano-Santoniano, in cui è presenta anche l'Albiano, il clima poteva risultare più caldo e umido.
Fig. 1.1: Ricostruzione paleogeografica delle terre emerse durante il Cretacico, intorno a 105 milioni di anni fa - Crediti: Scotese, Christopher R.; Vérard, Christian; Burgener, Landon; Elling, Reece P.; Kocsis, Ádám T. (CC BY 4.0). BG Removed.
Luogo del ritrovamento

Il Koreaceratops, come del resto può chiaramente suggerire il nome stesso del
genere, è stato rinvenuto in Corea del Sud, l'epiteto specifico, tuttavia, può sicuramente fornirci qualche informazione geografica aggiuntiva: hwaseongensis.
Il termine hwaseongensis, infatti, è un rimando alla città sudcoreana di Hwaseong, situata nel nord del paese, affacciata sul Mar Giallo ed appartenente alla provincia di Gyeonggi (경기도), dunque diametralmente opposta a Boseong, luogo di ritrovamento del Koreanosaurus.
La roccia in cui è stato rinvenuto l'olotipo della specie è stato rinvenuto presso il bacino di Tando nel 2008.
La scoperta di Koreaceratops sul suolo sudcoreano risulta una vera e propria peculiarità, in quanto, prima d'ora, non erano noti dinosauri appartenenti ai ceratopsidi in quelle aree.
Fig. 1.2: (Sinistra): Carta geografica raffigurante la localizzazione della città di Hwaseong - Crediti: Kladess (CC BY-SA 3.0)
(Destra): Cartina geografica della Corea del Sud raffigurante lo posizione della provincia di Gyeonggi, a cui appartiene Hwaseong - Crediti: Dmthoth (CC BY-SA 3.0).
Descrizione morfologica

Riuscire a ricostruire in maniera esaustiva e completa il Koreaceratops non è un compito semplice, in quanto, come spesso succede, il fossile rinvenuto non è completo, bensì parziale. Nonostante questa carenza di materiale su cui poter basare le ricerche, i resti costituiscono ugualmente una parte piuttosto ampia del corpo, tali da riuscire a donargli una certa classificazione sistematica e, perché no, a ricostruire un po' le sue caratteristiche in vita.
L'olotipo, ovvero il fossile utilizzato per la descrizione scientifica, battezzato KIGAM VP 200801 (KIGAM è l'acronimo di Korea Institute of Geoscience and Mineral Resources, luogo in cui è peraltro custodito il fossile stesso), è formato essenzialmente dalla quasi totalità della coda (elemento che ci fornisce diversi aspetti interessanti), parte del bacino e delle zampe posteriori. Anche in questo caso, dunque, manca una delle parti più importanti: la testa.

A descrivere per primi questa specie sono stati Yuong-Nam Lee, Michael J Ryan e Yoshitsugu Kobayashi nel 2011.
Secondo le ricostruzioni, l'esemplare rivenuto avrebbe raggiunto in vita circa 1,5 metri di lunghezza, tuttavia, uno studio condotto nel 2022 da parte di Baag e Lee, pubblicato su Science Direct, nonostante i resti fossili risultino piuttosto danneggiati, afferma che al momento della morte, il Koreaceratops avrebbe avuto soltanto otto anni, dunque piuttosto giovane, cosa che naturalmente fa supporre delle dimensioni men maggiori una volta adulto.
Unitamente alla datazione in vita di questo esemplare, è stato possibile costituire anche una certa correlazione filogenetica con altri dinosauri, quali Psittacosaurus e Protoceratops, facendo luce dunque sulle sue possibili parentele.
Questo tipo di parentela ha fatto dunque sospettare che la testa fosse simile a quella di altri dinosauri già esistenti al tempo, presentando una bocca a forma di becco, tipica di abitudini alimentari erbivore.

Sempre secondo l'articolo pubblicato da Baag e Lee nel 2022, la qualità piuttosto scarsa dei resti fossili delle ossa sarebbe da ascrivere sia alle condizioni paleoambientali in cui viveva K. hwaseongensis, sia ad attività microbiche che ne andarono a degradare l'integrità istologica, visto l'esteso fenomeno di tunneling.
In merito alle condizioni paleoambientali, i ricercatori suppongono che le aree che ad oggi corrispondono alla Corea, fossero al tempo (intorno all'Albiano) dei luoghi semi aridi, sebbene con variazioni stagionali umide-secche.
Fig. 1.3: Resti fossili di Koreaceratops, consistenti dunque nel suo olotpio, rinvenuti presso Hwaseong - Crediti: Jjw (CC BY-SA 3.0).
Fig. 1.4: Diagramma scheletrico dei vari resti fossili rinvenuti ascritti alla specie Koreaceratops, in particolar modo l'olotipo (raffigurazione in alto) e la ricostruzione ipotetica di come si sarebbe presentato lo scheletro dell'animale in vita (raffigurazione in basso) - Crediti: PARK Jin-Young & SON Minyoung (CC BY 4.0).
Fig. 1.5: Replica del fossile di Koreaceratops hwaseongensis presso il National Science Museum in Corea del Sud - Crediti: Kjoonlee (CC BY-SA 4.0).
Un curioso stile di vita

Nonostante, per il momento, il passaggio di questa specie sul pianeta Terra sia testimoniato soltanto dai resti della coda e poco altro, i paleontologi sono riusciti ad avanzare delle supposizioni circa la sua etologia (ovvero il suo stile di vita).
Secondo le ricostruzioni, infatti, Koreaceratops avrebbe presentato un'andatura bipede, capace di muoversi dunque piuttosto agevolmente (anche se su questo punto ci sono ancora dei dibattiti in corso), nonché una dieta erbivora, caratteristica in linea con i suoi parenti, membri dei ceratopsi (raggruppamento a cui appartiene, per altro, anche lo stesso Triceratops, il più famoso dell'intero gruppo).

Le attenzioni degli scienziati si sono naturalmente concentrate sulla conformazione della coda: le vertebre presentano delle spine neurali piuttosto allungate verso l'alto, portandola ad avere una struttura più piatta e lunga, piuttosto che a cono, aspetto che fece sospettare delle abitudini, almeno in parte, acquatiche.
Questo comportamento anfibio potrebbe aver influenzato in maniera sostanziale la sua stessa dieta, nutrendosi ad esempio di piante acquatiche piuttosto che terrestri, o combinando un insieme delle due.
D'altro canto, non essendo nota la vera entità di questo stile di vita, potrebbe essere semplicemente un adattamento legato al solo spostamento.
Una parte piuttosto sostanziale dei dubbi riguardo a questa tendenza al nuoto risiedono nella morfologia della coda di altri rappresentanti dello stesso gruppo, capaci di mostrare forme simili ma comunque differenti: resta in dubbio dunque l'adattamento verso un unico scopo se le morfologie differiscono fra loro.
Fig. 1.6: ricostruzione paleoartistica ipotetica di Koreaceratops - Crediti: Jun-Hyeok Jang (CC BY-SA 4.0) BG Removed.
Fig. 1.7: Ricostruzione paleoartistica ipotetica di Koreaceratops raffigurato con sott'acqua, dunque con abitudini semi-acquatiche - Crediti: © N. Tamura (CC BY-SA 3.0) Low Resolution version.
Crediti immagine di copertina:
Ricostruzione paleoartistica ipotetica di Koreaceratops - Crediti: Jun-Hyeok Jang (CC BY-SA 4.0) BG Removed.
Fonti:
Lee, YN., Ryan, M.J. & Kobayashi, Y. The first ceratopsian dinosaur from South Korea. Naturwissenschaften 98, 39–49 (2011). https://doi.org/10.1007/s00114-010-0739-y
Science Direct - Bone histology on Koreaceratops hwaseongensis (Dinosauria: Ceratopsia) from the Lower Cretaceous of South Korea - Sung Jun Baag, Yuong-Nam Lee
Jing-Yu Wang, Xiang-Hui Li, Li-Qin Li, Yong-Dong Wang. Cretaceous climate variations indicated by palynoflora in South China - Science Direct
Science Direct - Exploring the ceratopsid growth record: A comprehensive osteohistological analysis of Triceratops (Ornithischia: Ceratopsidae) and its implications for growth and ontogeny - Jimmy de Rooij, Sybrand A.N. Lucassen, Charlotte Furer, Anne S. Schulp, P. Martin Sander
Smithsonian magazine - Koreaceratops—A Swimming Ceratopsian?







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