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Un Kucciolo di nome Dooly - Doolysaurus huhmini

  • Immagine del redattore: Damiano Furlan
    Damiano Furlan
  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

La scoperta di nuove specie ormai estinte vissute in periodi geologici passati è sempre un momento di grande emozione, visto che ci consente ai ampliare molto i nostri orizzonti in termini di comprensione del mondo naturale.

Tuttavia l'emozione si fa ancor più grande quando queste scoperte vengono effettuate proprio in uno stato che ti appassiona particolarmente, proprio come il caso della Corea del Sud per me.

Recentemente, infatti, è stato scoperto un nuovo dinosauro vissuto proprio in queste terre, fatto che ha permesso ai paleontologi di migliorare ulteriormente la comprensione della biodiversità nel passato di questa penisola tanto famosa e discussa negli ultimi tempi.

Lasciate dunque che vi presenti Doolysaurus huhmini, il dinosauro-cucciolo coreano!


Localizzazione geografico-temporale

La ricerca scientifica che per prima parla e descrive Doolysaurus huhmini, in cui viene dunque istituito rispettivamente un nuovo genere e una nuova specie, è stata pubblicata in data 19 marzo 2026 su "Fossil Records" da parte di Jongyun et. al., studiosi appartenenti al Korean Dinosaur Research Center e all'università del Texas ad Austin, i cui resti fossili vennero scoperti invece ancora nel 2023 da parte di Hyemin Jo, coautore della ricerca.


Fig. 1.1
Fig. 1.1

Il luogo di rinvenimento dei resti ascrivibili a questa specie vennero scovati, come abbiamo detto in precedenza, in Corea del Sud, a sud-ovest della penisola, nella provincia di Jeolla Meridionale (전라남도), nella contea di Sinan (신안군), più nello specifico nell'isola di Aphaedo (압해도), una delle più importanti per quanto concerne la contea dello Sinan.

Da un punto di vista geologico, l'area interessata da questa scoperta è la formazione Ilseongsan, famosa per il rinvenimento di altri resti di organismi preistorici, datata al lontano Cretacico, fra l'Albiano e il Cenomaniano, intorno a 113 - 97 milioni di anni fa.


Per quanto riguarda il rinvenimento di resti fossili di dinosauri in Corea del Sud, la maggior parte delle testimonianze del loro passaggio sono limitate a resti fossilizzati di uova, oppure ancora ad icnofossili, come le orme, rendendo dunque la scoperta di scheletri più o meno completi un evento parecchio raro, tanto che sono passati ben 15 anni dall'ultima scoperta simile.


Fig. 1.2
Fig. 1.2

Il periodo in cui visse questo piccolo dinosauro fu senz'altro uno dei momenti più importanti e rivoluzionari della storia della vita sulla Terra: la fauna che vi prosperava poteva vantare animali mastodontici come lo Spinosauro, il Tirannosauro, Velociraptor e molti altri ancora, tuttavia, al suo termine (intorno a 66 milioni di anni fa), ci fu l'estinzione di massa che spazzò via per sempre la maggior parte della fauna dominante, nella fattispecie i dinosauri non aviani, aprendo le porte alla conquista dei mammiferi.


Fig. 1.1: (sopra): Mappa raffigurante la localizzazione geografica della provincia di Jeolla Meridionale - Crediti: NordNordWest (CC BY-SA 3.0 de).

(sotto): Localizzazione geografica della contea di Sinan. Cerchiata in blu si trova l'isola di Aphaedo - Crediti: CarrienStar (SS BY-SA 3.0) Edited.

Fig. 1.2: Mappa della Corea del Sud che raffigura il luogo di rinvenimento di resti fossili datati al Mesozoico - Crediti: J. Jung, K. Kim, H. Jo & J. A. Clarke - "A new dinosaur species from Korea and its implications for early-diverging neornithischian diversity"


Parenti, ossa e ambienti

Da un punto di vista di classificazione scientifica, questo piccolo dinosauro lo si può inserire all'interno degli ornitischi, ovvero un vasto gruppo di dinosauri erbivori, in cui si possono trovare gli stegosauri, anchilosauri, ceratopsi e diversi altri ancora, nonché nella famiglia dei Thescelosauridae, raggruppamento in cui è possibile trovare all'interno organismi come Orodromeus, Oryctodromeus e persino un altro dinosauro proveniente dalla penisola, ovvero Koreanosaurus boseongensis.


Fig. 1.3
Fig. 1.3

Nonostante questa prima classificazione, può essere che con il tempo, grazie a ulteriori ricerche e scavi, tale classificazione possa venire aggiornata e rivista, visto che, sotto certi aspetti, non sembra essere perfettamente in linea con altri esemplari già descritti e analizzati.

Fig. 1.4
Fig. 1.4

Descritto mediante l'analisi di resti fossili frammentari, capaci di conservare comunque una certa tridimensionalità, costituenti il cosiddetto olotipo (battezzato KDRC-SA-V001), è composto da parte delle zampe posteriori, degli arti anteriori, della colonna vertebrale e del cranio (quest'ultimo elemento estremamente raro, specie per i fossili rinvenuti in Corea).


Una caratteristica piuttosto rilevante di questo esemplare sono le dimensioni piuttosto ridotte, paragonabili a quelle di un tacchino, elemento che ha permesso ai ricercatori di effettuare delle considerazioni sul suo stadio di sviluppo.

Gli autori hanno ipotizzato dunque che l'esemplare fossilizzatosi fosse un cucciolo della sua specie ancora in fase di crescita, stimando l'età al momento della morte intorno ai 2 anni di vita: da adulti le dimensioni sarebbero dunque state maggiori, circa il doppio di quelle rinvenute.

Lo stadio giovanile dell'animale è confermato da un rapido sviluppo delle ossa, nonché dalla non fusione delle ossa del cranio, sebbene se ne siano rinvenute poche.


Un altro elemento che i paleontologi hanno tentato di ricostruire era il suo aspetto esteriore: così come rappresentato nella ricostruzione paleoartistica che per prima lo descrive, potrebbe essere stato ricoperto da un folto rivestimento di piume filamentose.


I paleontologi che hanno scoperto e descritto questa specie hanno fatto uno sforzo aggiuntivo: cercare di ricostruire quale sarebbe stato il paleoambiente che Doolysaurus avrebbe popolato.

Tramite l'analisi delle rocce, si è ipotizzato che sarebbe vissuto in una pianura alluvionale, fatto supportato dalla presenza di argille sabbiose omogenee, testimoni di una sedimentazione costante.


Fig. 1.5
Fig. 1.5

Fig. 1.3: Ricostruzione paleoartistica di Doolysaurus huhmini insieme ad altri organismi contemporanei - Crediti: Yi Jun Seong (CC BY-SA 4.0).

Fig. 1.4: resto fossile dell'olotipo KDRC-SA-V001 con il rendering - Crediti: J. Jung, K. Kim, H. Jo & J. A. Clarke - "A new dinosaur species from Korea and its implications for early-diverging neornithischian diversity"

Fig. 1.5: Rappresentazione morfologica dello scheletro di Doolysaurus huhmini, in bianco sono evidenziate le parti che sono state effettivamente rinvenute, con focus specifici per ogni frammento noto - Crediti: J. Jung, K. Kim, H. Jo & J. A. Clarke - "A new dinosaur species from Korea and its implications for early-diverging neornithischian diversity" (CC BY 4.0).


Abitudini di vita

Un elemento non trascurabile quando si scoprono nuove specie è il tentativo, da parte dei paleontologi, di ricostruire le abitudini comportamentali che avrebbe presentato in vita.


Fig. 1.6
Fig. 1.6

L'aspetto forse più interessante che è stato portato alla luce riguarda la sua dieta: tramite l'analisi dei resti fossili si sono trovate circa 40-50 piccole pietre di forma più o meno tondeggiate e allungata, grandi dai 2 ai 10 millimetri, capaci di presentare origini differenti (alcune di origine vulcanica, altre erano invece quarziti).

Queste pietre vengono chiamate tecnicamente "gastroliti", parola che deriva dalla fusione di "gastro", ovvero "stomaco" e "lithos", cioè "pietra", nell'area prossima allo stomaco, elementi che servono a determinati animali a triturare meglio il cibo ingerito, tipicamente di natura vegetale.

Nonostante queste ultime le si rinvengano in massima parte in organismi erbivori, si suppone, anche in base alle caratteristiche anatomiche e istologiche, che presentasse una dieta onnivora, piuttosto che prettamente vegetariana.


La scoperta di queste strutture, nonché di altri frammenti di ossa, sono state possibili tramite l'impiego di strumentazioni molto sofisticate, note come micro tomografie computerizzate, utilizzando scanner specifici dell'Università del Texas, negli Stati Uniti, visto che parte del fossile è ancora chiuso all'interno della roccia che lo contiene.

Riuscire ad estrarre integralmente il fossile dalla roccia, infatti, potrebbe richiedere molto tempo, addirittura anni.


Fig. 1.6: Esemplare fossile di Psittacosaurus in cui sono ben evidenti resti di gastroliti presenti in corrispondenza dello stomaco dell'animale - Crediti: Ryan Somma (CC BY-SA 2.0).


Il nome: un ricordo d'infanzia

Ad alcuni di voi, probabilmente, il nome con cui i ricercatori hanno battezzato questa specie potrebbe ricordare qualcosa di piuttosto familiare...

Come spesso accade, infatti, coloro che hanno il privilegio di scegliere il nome di battesimo di specie appena scoperte, selezionano nomi che non sempre hanno espliciti riferimenti alla scienza, cosa accaduta anche per questo piccolo dinosauro.

Il nome del genere, infatti, ovvero "Doolysaurus", prende proprio ispirazione da un cartone animato coreano chiamato "Dooly the Little Dinosaur" (아기공룡 둘리), in cui il protagonista è proprio un piccolo dinosauro di nome Dooly, un po' come la nuova specie portata alla luce.

Per quanto riguarda l'epiteto specifico, ovvero huhmini, questo fa riferimento ad un paleontologo che si è per lungo tempo dedicato allo studio e alla ricerca dei fossili di teropodi, nonché allo studio e comprensione dei dinosauri coreani per ben 30 anni: il suo nome è Dr. Min huh.


Fonti:

  • Jung J, Kim M, Jo H, Clarke JA (2026) A new dinosaur species from Korea and its implications for early-diverging neornithischian diversity. Fossil Record 29(1): 87-113.

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