La falena kaiju del Cambriano - Mosura fentoni
- Damiano Furlan

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 7 min
Prima di iniziare questo articolo su Mosura fentoni, specie estremamente affascinante del periodo Cambriano, sono ben felice di annunciare che questo contenuto è stato realizzato in collaborazione con Adrenus_3D, giovane paleoartista amatoriale che si è offerto di fornire alcune sue ricostruzioni 3D proprio di Mosura, in modo tale da poter arricchire l'opera in questione con contenuti esclusivi e inediti.
Di questo argomento è stata realizzata anche la versione video, la trovate comodamente sul canale YouTube di Roots of Existence!
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Le ricostruzioni della fauna vissuta nei mari del Cambriano, da quando sono stati scoperti importanti giacimenti fossiliferi (i cosiddetti fossil lagerstätten), uno su tutti Burgess Shale, nel corso dei decenni non hanno fatto altro che devenire sempre più particolareggiate, più chiare e ricche di informazioni.
Nonostante le specie simbolo di questo periodo geologico rimangano sempre le medesime, quali Anomalocaris, Opabinia, Wiwaxia, i trilobiti, di cui esistono una infinità di specie differenti e pochi altri, negli ultimi anni ne sono state scoperte di nuove, alcune delle quali indispensabili per comprendere la biodiversità del tempo, nonché l'evoluzione di determinati gruppi viventi, come nel caso di Timorebestia koprii per i chetognati (phylum Chaetognatha), argomento già trattato in un articolo precedente.
Timorebestia a parte, una delle ultime fiamme dei mari del Cambriano prende il nome di Mosura fentoni, descritto proprio a metà dell'anno scorso (2025), la cui scoperta ha permesso di aggiungere numerosi tasselli mancanti al grande mosaico della complessità dei radiodonti.
Una ambientazione primordiale

Ci troviamo nel periodo Cambriano, fase della storia della Terra che si staglia da 541 a 485,4 milioni di anni fa, primo periodo dell'era paleozoica, nonché dell'Eone fanerozoico.
In questa fase della Terra si è potuto osservare una enorme esplosione di forme viventi pluricellulari, in quella che ormai è nota come esplosione del Cambriano, ben più complesse e articolate delle precedenti, relegate in massima parte ad organismi unicellulari, nonché a qualche esperimento pluricellulare nel precedente Ediacarano, nella cosiddetta fauna di Ediacara.
La vita, in questa fase, diede origine a miriadi di organismi viventi di natura prettamente acquatica, più o meno grandi, più o meno feroci e voraci, instaurando una vera e propria corsa agli armamenti, pressione selettiva a cui Mosura stessa dovette dare presto una risposta.
Fig. 1.1: Rappresentazione paleogeografica della Terra durante il periodo Cambriano, intorno a 510 milioni di anni fa - Crediti: Scotese, Christopher R.; Vérard, Christian; Burgener, Landon; Elling, Reece P.; Kocsis, Ádám T. (CC BY 4.0).
Descrizione morfologica
M. fentoni venne descritta scientificamente da parte di Moysiuk e Caron nel 2025 (14 maggio) in un articolo pubblicato su The Royal Society, grazie alla sessantina di resti fossili rinvenuti proprio dalla cava di Burgess Shale, in Canada, in particolar modo dalla cava di Raymond, in un intervallo di tempo di 32 anni (dal 1990 al 2022), luogo in cui fu rinvenuto, fra i vari, proprio l'esemplare che permise ai ricercatori di descrivere questa specie, nota come olotipo, ovvero ROMIP 67995.
Prima di addentrarci nella descrizione morfologica di questa specie, dunque quali erano le sue caratteristiche in vita, e magari, perché no, tentare di comprendere un po' la sua etologia, è opportuno parlare un po' della sua classificazione sistematica, dunque a quale ordine, phylum, famiglia ecc.. appartiene secondo le attuali conoscenze.

Come si può senza alcun dubbio immaginare, M. fentoni appartiene al phylum Arthropoda, uno dei più diffusi ed iconici del Cambriano, duraturo ed estremamente diversificato anche al giorno d'oggi, sebbene con delle dovute modificazioni, all'ordine Radiodonta e alla famiglia Hurdiidae.

Nonostante le ricostruzioni paleoartistiche possano indurci a pensare che Mosura fentoni sia grande come organismi simili del Cambriano, come l'Anomalocaris, Hurdia victoria ecc... in realtà presenta dimensioni ben più modeste: variabile dai 15 millimetri fino ad un massimo di 61mm a seconda del fossile rinvenuto, meno di un dito umano.
Parlando di struttura vera e propria del corpo, quest'ultima è suddivisa in 4 parti differenti, ognuna con le sue peculiarità: partendo dall'anteriore fino al posteriore possiamo trovare la testa, dotata di occhi, cavo orale e le appendici boccali, il collo, composto da 4 segmenti, un mesotronco munito di 6 segmenti e un posterotronco che presenta, questa volta, ben 16 segmenti.

Uno degli elementi caratteristici dei radiodonti sono senza ombra di dubbio le appendici presenti sulla testa, elementi che, in termini di record fossile, risultano piuttosto rari, in massima parte a causa delle posizioni che hanno assunto da morti questi organismi.
Queste strutture (due per l'esattezza, ciascuna per lato della testa), protese verso avanti, servivano a Mosura per cacciare, nonché per avvicinare il cibo alla bocca. Queste due appendici presentavano a loro volta delle estroflessioni ricurve, come fossero delle setole, utili per aumentare la presa.
Fra le particolarità più interessanti di questa specie troviamo senza dubbio gli occhi: come si può ben vedere dalle ricostruzioni, non ne presenta due come altri radiodonti, bensì 3 (due laterali e uno centrale).

L''utilità che potesse avere quest'occhio, dalla forma piuttosto stretta e allungata, dunque non tondeggiante, rimane ancora dibattuta, così come dibattuta resta la sua forma e composizione: era composto come gli altri due, tipici dunque degli artropodi, oppure dotati di una "singola lente"?
Fra le spiegazioni che sono state avanzate circa questo organo è che servisse, specie durante battute di caccia particolarmente rapide, tipiche di questi organismi, a mantenere l'orientamento, in particolar modo a tenere come riferimento fisso la linea dell'orizzonte o altri elementi ambientali.
Fig. 1.2: (Sinistra): Ricostruzione paleoartistica di Mosura fentoni utilizzata nell'articolo scientifico in cui venne descritta proprio questa specie - Crediti: Joseph Moysiuk and Jean-Bernard Caron - Moysiuk J, Caron J-B (CC BY 4.0).
(Destra): Fotografie raffiguranti diversi esemplari di M. fentoni da diverse inquadrature fra cui dell'olotipo della specie, ovvero ROMIP 67995, in cui sono ben visibili le appendici - Crediti: Joseph Moysiuk e Jean-Bernard Caron - Moysiuk J, Caron J-B. (CC BY 4.0).
Fig. 1.3: Raffigurazione artistica in 3D realizzata al computer di un esemplare di Mosura fentoni - Crediti: Adrenus_3D.
Fig. 1.4: Vista a 360° di un esemplare ricostruito di Mosura fentoni, in modo da poter apprezzare più nel dettaglio ogni sua componente - Crediti: Adrenus_3D.
Fig. 1.5: Vista ravvicinata delle appendici di Mosura fentoni - Crediti: Adrenus_3D
Fig. 1.6: Rappresentazione grafica raffigurante le dimensioni di Mosura fentoni in vita - Crediti: Junnn11 (CC BY-SA 4.0).
Fig. 1.7: Vista ravvicinata della testa di M. fentoni - Crediti: Adrenus3D.
Scavare in profondità
L'analisi dei resti fossili, se quanto detto fin d'ora non fosse sufficiente, hanno rivelato delle informazioni veramente affascinanti e innovative per lo studio di questi organismi, permettendo agli scienziati di scoprire molto di più sul loro funzionamento biologico: generalmente le parti molli dei fossili vanno perdute, andando in contro ad un naturale degrado, tuttavia alcuni resti di Mosura fentoni mostrano ancora dettagli del sistema circolatorio, nervoso, nonché del tratto digestivo.

L'analisi dei segmenti presenti sulla parte posteriore di Mosura ha permesso ai ricercatori di effettuare alcune considerazioni interessanti sulla loro funzione: questi ultimi possiedono un elevato numero di branchie, essendone ricoperti, fatto che potrebbe essere collegato ad un peculiare sistema di respirazione, adattatosi a specifiche condizioni ambientali, quali la scarsità di ossigeno negli habitat da esso popolati, oppure la necessità di un maggior apporto di ossigeno per poter svolgere attività particolarmente impegnative, tuttavia le reali motivazioni restano ancora discusse (nulla vieta del resto che possano essere più di una quelle corrette).

Fig. 1.8: (Sinistra): Diagramma raffigurante Mosura fentoni, nonché alcune sue strutture interne rilevate mediante l'analisi dei resti fossili, fra cui il tratto digestivo (in verde), il sistema nervoso (in viola) e il sistema circolatorio (in giallo) - Crediti: Joseph Moysiuk, Jean-Bernard Caron - Moysiuk, Joseph; Caron, Jean-Bernard (CC BY 4.0);
(Destra): Diversi esemplari fossili di M. fentoni in cui sono conservati anche parte degli organi interni - Crediti: Joseph Moysiuk and Jean-Bernard Caron - Moysiuk J, Caron J-B. (CC BY 4.0).
Fig. 1.9: Rappresentazione artistica realizzata in 3D a computer di un esemplare di Mosura fentoni, in particolar modo inquadrato con una vista frontale - Crediti: Adrenus3D.
Piccolo ma terribile
Come si può ben aver inteso da tutta la descrizione morfologica fin d'ora presentata, risulta chiaro che Mosura fentoni fosse, nonostante le sue dimensioni ridotte, un vero e proprio cacciatore dei mari cambriani, caratterizzato da uno stile di vita nectonico, dunque capace di nuotare attivamente.

In termini di dieta, secondo quanto affermato dai ricercatori nell'articolo che descrive Mosura, quest'ultima sarebbe stata senza ombra di dubbio carnivora, tuttavia, nonostante le sue dimensioni ridotte, non sarebbe stata microfaga, dunque solita nutrirsi di organismi di piccole dimensioni o di particelle alimentari, bensì macrofaga, fatto che sembra essere supportato dalla struttura delle sue due appendici: queste ultime, infatti, risultano sprovviste di strutture che, all'interno del suo gruppo, sono spesso associate all'assunzione di organismi di piccola taglia, o ancora di particelle nutritive in sospensione.

Le sue appendici, pertanto, sembrano essere più adatte a svolgere una caccia attiva piuttosto che passiva; queste ultime, inoltre, si ritiene fossero capaci di potersi piegare non soltanto verso la bocca, avvicinando la preda al cavo orale, bensì anche in avanti, comportamento e adattamento senz'altro utile alla caccia.
Fig. 1.10: Ricostruzione artistica dell'appendice frontale di Mosura fentoni, strumenti che, molto probabilmente, usava per la caccia attiva - Crediti: Joseph Moysiuk, Jean-Bernard Caron - Moysiuk, Joseph; Caron, Jean-Bernard (CC BY 4.0).
Fig. 1.11: Ricostruzione artistica di Mosura fentoni - Crediti: Junnn11 (CC BY-SA 4.0).
Una falena-Kaiju cambriana

Il nome scientifico con cui i ricercatori hanno deciso di battezzare questa specie, ovvero Mosura fentoni, prende ispirazione sia dalla cultura giapponese che da una persona molto importante per la disciplina: Il nome del genere, ovvero "Mosura", altro non è che l'adattamento della parola Mothra, ovvero un mostro di fantasia tipico proprio della cultura giapponese che consiste in una sorta di falena gigante, un cosiddetto Kaijū, collegamento dovuto alla somiglianza della specie ormai estinta proprio con una falena, a detta dei ricercatori.
L'epiteto specifico invece, ovvero "fentoni", fa riferimento ad un tecnico della Royal Ontario Museum (ROM), in particolar modo della sezione di paleontologia degli invertebrati, chiamato Peter E. Fenton, alla quale è stata dedicata questa specie come segno di riconoscimento per i suoi 40 di servizio presso il museo.
Fig. 1.12: raffigurazione cinematografica di Mothra, uno dei Kaiju più famosi ed iconici, alla quale i ricercatori si sono ispirati per battezzare Mosura - Crediti: Toho.
Fonti:
Moysiuk Joseph and Caron Jean-Bernard 2025 Early evolvability in arthropod tagmosis exemplified by a new radiodont from the Burgess Shale R. Soc. Open Sci.
Live Science - Half-a-billion-year-old 3-eyed sea creature dubbed 'Mosura' breathed through big gills on its butt
Natural History Museum - New species of ancient Cambrian predator named after Mothra








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