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I verdi cuscini delle Ande - Azorella compacta (Yareta)

  • Immagine del redattore: Damiano Furlan
    Damiano Furlan
  • 16 mag
  • Tempo di lettura: 8 min

All’interno dello sconfinato mondo della biodiversità terrestre, fra i regni più ampi e variegati, nonché a tratti misteriosi, troviamo senza ombra di dubbio quello dei vegetali.

Dotati di caratteristiche piuttosto dissimili da quelle degli animali, in cui rientriamo anche noi esseri umani, la variabilità di forme che essi hanno assunto sono estremamente ricche e peculiari, alcune delle quali lungi dall’essere facilmente immaginate.

L’idea stereotipata di vegetale è senz’altro quella di un organismo pressoché fermo immobile nel luogo in cui è nato (anche se le cosiddette "palme erranti", appartenenti alla specie Socratea exorrhiza potrebbero mettere in dubbio un po' la questione, argomento già trattato in precedenza), dotato di una struttura cilindrica, chiamata tronco, che funge da collegamento fra la parte ipogea, dunque le radici, adibite all’assorbimento di sostanze nutritive, e la parte epigea, ovvero la chioma, luogo in cui si svolgono processi chimici utili alla nutrizione (tipicamente fotosintesi e respirazione cellulare).

Esistono tuttavia delle specie vegetali che, sebbene presentino ugualmente questo genere di morfologia, da un punto di vista puramente esteriore assomigliano a tutt'altro, come delle specie di morbidi cuscini...

In certi casi è più semplice mostrare direttamente la specie presa in analisi piuttosto che descriverla!

Lasciate dunque che vi presenti Azorella compacta, il morbido cuscino delle Ande!,


Dalla Filogenetica alla geografia

Scientificamente parlando, questo vegetale così particolare prende il nome di "Azorella compacta", tuttavia viene chiamata comunemente in un altro modo: Yareta ("llareta" nella versione spagnola).

Fig. 1.1
Fig. 1.1

Da un punto di vista sistematico appartiene all'ordine Apiales e alla famiglia Apiaceae.

Per quanto concerne la diffusione geografica di questo organismo, è necessario specificare bene la specie di riferimento, visto che, in base ad essa, l'areale può variare sensibilmente: appartenenti al genere "Azorella", troviamo numerose specie differenti, ciascuna con le proprie peculiarità, nonché ambienti prediletti.

Se prendiamo come riferimento, in questo caso, soltanto la specie "Azorella compacta", la si può scovare nell'America del sud, in stati come Bolivia, Cile, Argentina e Perù, lungo quella che prende il nome di Catena delle Ande, catena montuosa che costeggia la costa occidentale del continente.


Fig. 1.2
Fig. 1.2

Qualora prendessimo come riferimento l'intero genere Azorella, a cui sono ascritte decine di specie, la sua diffusione risulta ben più ampia e variegata, andando ad interessare aree anche piuttosto distanti fra di loro: ecco dunque che oltre ai già sopra citati stati, la si può scovare anche in Venezuela, in Costa Rica (America Centrale), ma anche territori ben più distanti, come l’Australia (nello specifico l’area sud-orientale), la Nuova Zelanda, oppure ancora piccole isolette sparse per l’oceano Pacifico e Antartico, come Isole Heard e McDonald, Isola Macquarie, Isole Kerguelen ecc...

Visti i luoghi che questi organismi popolano, una cosa è certa: prediligono ambienti piuttosto isolati dell'emisfero meridionale che, per noi esseri umani, risultano ampiamente inospitali, come ad esempio aree montuose rocciose o praterie, situate ad altitudini piuttosto elevate, anche superiori ai 3000 metri, fino a 5000.


Fig. 1.3
Fig. 1.3

Fig. 1.1: Fotografia satellitare della parte settentrionale della Catena delle Ande, in Sud America - Crediti: Rex (NASA).

Fig. 1.2: Esemplari di Azorella compacta fotografati in Perù, presso Nevado Coropuna nel maggio del 2002 - Crediti: Professorbikeybike (CC BY-SA 2.5).

Fig. 1.3: (Da sinistra verso destra): Esemplare di A. compacta presso la cordigliera delle Ande - Crediti: Dick Culbert (CC BY 2.0);

Esemplare di Yareta presso il parco nazionale Lauca, in Cile - Crediti: Deodandem (CC BY-SA 4.0); Piccolo esemplare di Yareta presso la riserva nazionale di fauna andina Eduardo Avaroa - Crediti: LBM1948 (CC BY-SA 4.0).


Descrizione morfologica

Fig. 1.4
Fig. 1.4

Parlare delle caratteristiche e peculiarità morfologiche di Azorella può risultare piuttosto complesso, poiché, all’interno di questo genere, si possono scovare numerosissime specie differenti, ognuna con le proprie specificità e adattamenti. Per una questione di comodità e praticità, prenderemo in esame una fra le specie più famose, nonché fra le più peculiari, ovvero Azorella compacta.

Nonostante il suo aspetto esteriore possa ricordare del muschio che avvolge completamente delle rocce tondeggianti, a causa della forma che è solita assumere (utile alla pianta per massimizzare la superficie esposta al sole, visto che è un elemento per lei indispensabile), in realtà possiede al di sotto della sua chioma diversi rami fascicolati che si sviluppano a mo' di semisfera, al cui apice crescono foglie e fiori.

Procedendo verso il basso, invece, i rami convergono a formare le radici, capaci di farsi spazio anche nei terrei più difficili.


Fig. 1.5
Fig. 1.5

Questa tipologia di piante, in cui rientrano generi e specie piuttosto variegati, nonché distanti geograficamente parlando, prendono il nome di "piante a cuscino", a causa proprio della loro forma.

Fig. 1.6
Fig. 1.6

Il caratteristico colore verdeggiante delle foglie perdura durante tutto l'arco dell'anno, essendo dunque una pianta perenne sempreverde, le cui foglie, lunghe intorno ai 3-6 millimetri, mentre larghe fra gli 1-4 millimetri, sono racchiuse in una sorta di rosetta.

Anche i fiori, sebbene piccoli, sono piuttosto curiosi: da un punto di vista riproduttivo sono ermafroditi (di fatto l'impollinazione viene svolta in prevalenza da insetti impollinatori), sviluppandosi numerosissimi sulla superficie esterna, possedendo un colore che vira dal verde chiaro al giallo, chiaramente visibili visto che sporgono dalla superficie pressoché piana delle semisfere.

I frutti, da canto loro, sono anch'essi piuttosto piccoli e modesti, capaci di raggiungere i 4-5 millimetri, per non parlare poi dei semi, "grandi", per così dire, appena 1 millimetro!


Fig. 1.7
Fig. 1.7

Potrebbe sorgere a questo punto una domanda: ma quanto sono grandi questi organismi così singolari?

Gli esemplari di A. compacta possono raggiungere dimensioni molto variabili, anche in relazione alla loro stessa età, tuttavia esemplari considerati grandi si aggirano intorno a 1 - 1,2 metri di altezza e 1,5 - 2,5 metri di diametro:, anche se, raramente, il loro diametro ha superato i 6 metri: di certo non passano inosservate!

Un fattore molto importante del processo di crescita consiste nella velocità con cui esso avviene: Uno studio pubblicato nel 2004 su Austral Ecology ha analizzato la crescita di alcuni organismi adulti presso l'altipiano del nord del Cile per un lasso di tempo di 14 mesi.

Dai risultati si è evidenziato che questi individui si accrescono di pochi centimetri: in termini di altezza, circa 1,40; il perimetro di 10,2, mentre il diametro è diminuito di 2,30 centimetri di circa. In un'altra ricerca, invece, il tasso di crescita si aggirava intorno a 1,4 millimetri all'anno.

Naturalmente questi valori sono indicativi, la velocità di sviluppo degli esemplari dipende da molti fattori ambientali, essendo dunque intrinsecamente variabili, tuttavia una cosa è certa: per poter raggiungere dimensioni ragguardevoli, come quelle citate poc'anzi, ne impiega di tempo! (ma di questo ne parliamo nel capitolo successivo).


Fig. 1.4: Rappresentazione schematica delle differenti tipologie di piante a cuscino secondo H. Hauri. realizzata nel 1914 - Crediti: H. Hauri.

Fig. 1.5: Yareta immortalata presso Sajama, in Bolivia - Crediti: Luis Fernando Troncoso Joffré (CC BY-SA 4.0)

Fig. 1.6: Rappresentazione schematica della morfologia di una pianta di A. compacta - Crediti: Abalg (CC BY 4.0).

Fig. 1.7: (Sinistra): Dettagli delle foglie e dei fiori di un esemplare di Azorella compacta, fotografata presso Cerro Simbral, in Perù - Crediti: Yupanasimi (CC BY-SA 4.0);

(Destra): Fiori e foglie di A. compacta fotografate su un esemplare scovato a Chilca Range, in Perù - Crediti: Dick Culbert (CC BY2.0).


Una resistenza sovrumana

Nonostante l'aspetto di questa pianta possa sembrare piuttosto buffo, o comunque dai tratti più alieni che prettamente terrestri, è anche vero che da un punto di vista di resistenza fisica è un autentico portento!


fig. 1.8
fig. 1.8

Già di per sé i vegetali, specie quelli arborei, possono raggiungere età fuori scala se pensiamo alla nostra vita media, capaci di sopravvivere anche per interi secoli. Ebbene, certi esemplari di Yareta (Azorella compacta) possono raggiungere i 3000 anni di età, ben più della nostra aspettativa di vita più rosea.

Nonostante questa vita così longeva, è anche vero che in media gli esemplari sono stati datati ad età ben più modeste (per così dire), aggirandosi sugli 850 anni.


Oltre all'estrema longevità, questo organismo presenta numerose altre peculiarità, sempre legate alla sua resistenza, come ad esempio per quanto concerne la difesa dai predatori, nella fattispecie gli erbivori, riuscendo a secernere una sorta di resina protettiva che li allontana, quest'ultima avente peraltro un'azione antimicrobica; oppure ancora da eventi meteorologici/condizioni ambientali avverse che potrebbero danneggiarla, fra cui la stessa azione del Sole, particolarmente intendo in quelle aree, nonché fenomeni di combustione legati ad impatti con dei fulmini, i cui danni possono essere accentuati proprio dalla presenza della cera che li ricopre.

Persino le caratteristiche del terreno non sono un grande problema per il suo sviluppo, visto che dimostra una grande tollerabilità: può essere sia neutro che acido, nonché povero di nutrienti, anche se naturalmente predilige terreni sabbiosi e ben drenati.


Fig. 1.8: Esemplare di Yareta datato intorno a 3000 anni di vita - Crediti: Pedro Szekely (CC BY 2.0).


In buona compagnia

Fig. 1.9
Fig. 1.9

Riprendendo ciò che si era detto in precedenza, appartenenti al genere Azorella possiamo trovare numerose altre specie oltre ad A. compacta, come ad esempio Azorella crenata, Azorella multifida, Azorella corymbosa, Azorella biloba ecc..

Questo genere, tuttavia, non è il solo a presentare una morfologia che ricorda molto un cuscino, un altro esempio è il genere Bolax, a cui appartengono specie come Bolax gummifera, Bolax bovei e così via.

Parlando di diffusione geografica, questo genere è anch'esso diffuso in Sud America, tuttavia in questo caso è situato nella punta sud del continente, nella parte terminale dell'Argentina e del Cile, compresa l'area denominata come "Terra del Fuoco", nonché nelle isole Falkland, a largo delle coste argentine.


Fig. 1.9: (Sopra): Esemplare di Bolax gummifera - Crediti: Esb;

(Sotto): Vista satellitare della Terra del Fuoco, in Sud America, uno dei luoghi in cui Bolax prospera - Crediti: NASA


Stato di conservazione

Lo stato di conservazione di Azorella compacta, in questo momento, non risulta particolarmente preoccupante, visto che l’IUCN l’ha classificata come “Least Concern”, dunque “Rischio minimo”.


Fig. 1.10
Fig. 1.10

Sebbene non siano noti particolari minacce che possano andare a ledere sensibilmente la stabilità della popolazione di questa specie, è altrettanto vero che quest’ultima viene impiegata come combustibile, oppure ancora per scopi medicinali tradizionali, ad esempio nel trattamento del diabete, asma e diverse altre, (non essendo né medico ne farmacista non posso certamente dare consigli e verificare la veridicità di queste informazioni, sono soltanto a titolo informativo), tuttavia, così come espresso nella stessa scheda di conservazione dell’IUCN, non è noto se queste pratiche antropiche possano andare a inficiare, un giorno, la loro popolazione.

A non passarsela male possiamo trovare anche altre specie, come A. crenata, A. biloba, A. multifida ecc…, tutte quante, bene o male, con delle popolazioni stabili a rischio minimo.


Diversa è invece la questione per altri esponenti di questo genere, come nel caso di Azorella macquariensis, diffusa questa volta non in Sud America, ma in un'isola piuttosto sperduta nell'Oceano Pacifico, politicamente parlando appartenente all'Australia, chiamata appunto Isola Macquarie.


Fig. 1.11
Fig. 1.11

Estesa per circa 130 chilometri quadrati, la popolazione di A. macquariensis che vi prospera non se la passa molto bene, venendo classificata come "Critically Endangered", dunque "Rischio Critico" a causa di diverse minacce in larga parte sconosciute.

Fra le minacce principali presunte si citano solitamente gli effetti dal cambiamento climatico, oppure l'introduzione di specie aliene, organismi che possono andare a danneggiarle sensibilmente la loro popolazione.


Fig. 1.10: (Sopra): Foto satellitare dell'Isola Macquarie - Crediti: NASA Earth Observatory, image by Wanmei Liang;

(Sotto): Mappa geografica raffigurante la posizione geografica dell'Isola Macquarie - Crediti: Uwe Dedering (CC BY-SA 3.0) Edited.

Fig. 1.11: Esemplare di Azorella macquariensis fotografata sull'omonima isola - Crediti: Nick Fitzgerals (CC BY-SA 4.0).


Fonti:

  • Royal Botanic Garden | Plants of the World Online - Azorella & Bolax.

  • Nicolas, A.N., Heenan, P.B. & Plunkett, G.M. Phylogenetics, diversification, and biogeography of Azorella (Apiaceae), with a special focus on the Australasian clades. Brittonia 77, 1–25 (2025).

  • Caceres De Baldarrago Fatima, Poma Ignazio - Azorella compacta (Yareta) pianta endemica degli altipiani andini delSud America. An endemic plant of the Andean planteaux in Sounth America - Research Gate (2013).

  • KLEIER, C. and RUNDEL, P.W. (2004), Microsite requirements, population structure and growth of the cushion plant Azorella compacta in the tropical Chilean Andes. Austral Ecology, 29: 461-470.

  • Ralph, Carol Pearson. “Observations on Azorella Compacta (Umbelliferae), a Tropical Andean Cushion Plant.” Biotropica, vol. 10, no. 1, 1978, pp. 62–67. JSTOR.

  • IUCN Red List.

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